Molti dei primi pionieri che si avventurarono verso Aysen, regione recentemente creata agli inizi del 1900, quando finalmente si definí la frontiera con Argentina, non senza la mediazione d’Inghilterra, vennero dal paese vicino.
Per molto tempo vari cileni andarono a lavorare nella Patagonia Argentina e quelli che decisero di intraprendere un’avventura nuova in Aysen portarono con loro, usanze, parole, giochi e vestuario tipici della Patagonia Argentina che rimasero per sempre come parte integrale della cultura Aysenina.
Mentre in Cile si parla di “huaso”, qua si usa la parola “gaucho”, che venendo dall’Argentina é molto piú conosciuta a livello internazionale.
Il tipico gaucho aysenino porta un basco e un fazzoletto colorato al collo, cavalcando é sempre accompagnato da un paio di cani. É un pastore di pecore a cavallo!
Questo non vuol dire che non si dedichino ad altro bestiame…

Cosí come in tutta l’Argentina, in Aysen e la Patagonia Cilena in generale, si beve il “mate”. C’é tutto un rituale su come si beve il mate: é una la persona che offre e serve il mate, il cui unico recipiente che puó essere anche una piccola tazzina, passa di mano in mano e si beve attraverso di una specie di cannuccia di metallo, la “bombilla”.
Intorno ad un fuoco o nella cucina di una tipica casa di Aysen, si conversa e raccontano le ultime novitá.
La gente in Aysen é orgogliosa della propria identitá culturale e molti si considerano appartenenti alla Patagonia prima che a qualsiasi paese, un fatto rinforzato dalla stessa geografia che rende la regione isolata dal resto del Cile e in certi casi piú vicini all’Argentina.
Le difficili vie di communicazione terrestri e marittime, specialmente fino a 30 anni fa, ed il clima avverso che rendeva problematico continuare il viaggio o il lavoro, sono possibilmente le ragioni che fecero nascere un detto, una specie di motto: “Chi ha fretta nella Patagonia perde il suo tempo”.




